Scaringella: Squadra da ammirare, il resto da dimenticare. Conta la serietà, non la categoria
Michele Scaringella è stato uno dei trascinatori della formidabile squadra costruita dal direttore Nicola Salerno e dal presidentissimo Emanuele Aliotta.
La squadra, capitanata da Pippo Romano, fu capace di imprese storiche e indimenticabili.
Scaringella con le sue incursioni in area di rigore avversaria e il suo talento risultò determinante per lo scacchiere biancoscudato.
Raggiunto telefonicamente, l’ex centrocampista pugliese, non ha peli sulla lingua e parla della situazione critica che sta affrontando la sua ex squadra, il Messina.
“Tranne una stagione, sono stati anni da dimenticare Il presidente Sciotto, ha saputo costruire ben poco. Non essendo competente di calcio, non è riuscito ad ottenere i traguardi sperati dai tifosi. Ogni anno ha rivoltato la squadra cambiando allenatori, dirigenti e calciatori in continuazione. Tra l’altro – continua Scaringella- non ha mai accettato consigli, continuando per la sua strada. Le parole date si mantengono. Spero che paghino anche le altre persone che hanno collaborato a questo sfacelo. Ecco i risultati!
Una piazza come Messina, non merita questa situazione. Quando giocavo ho vissuto la stessa situazione con il Siracusa, mentre lottavamo per i play off. So bene cosa significa, proprio per questo motivo dico che la squadra è da ammirare da applaudire. Mister e giocatori stanno facendo miracoli. Seguo tutte le partite in televisione, ebbene, il Messina è una squadra che non muore mai. Encomiabili e degni di indossare la casacca del Messina.”
Quali sono I rimedi?
Credo che ormai nel calcio, non deve contare la categoria. Bisogna fare le cose per bene con serietà e professionalità. Squadre come Sambenedettese, Siracusa e Reggina sono ripartite dal basso e a breve potrebbero raccogliere i frutti, perché hanno seminato.
Ripeto, meglio un campionato da protagonisti, che soffrire per anni senza ambizioni. Devono essere i messinesi a portare avanti lo scudo del Messina. Avventurieri e altri non possono più trovare spazio in riva allo Stretto.
Così Michele Scaringella.